“LUCIA/NUR”

di Paola Mandel

in scena:

Lucia: Paola Mandel

la giornalista: Tiziana Cannizzaro

nel video: la musicista è Mouna Amari  

Tutto sulla Terra svanisce,

unica eterna rimane l’ essenza di Dio.

(Corano: 55-26,27)

 

Lo spettacolo inizia con le luci di scena che si accendono sorprendendo una donna che si sta agghindando per andare nel luogo in cui farà il suo prossimo spettacolo, all’ interno di una importante rassegna. La donna sorride e si presenta al pubblico con queste parole: “Ho 40 anni e per la prima volta sto per entrare nel luogo che ha terrorizzato la mia infanzia: l’ istituto psichiatrico Paolo Pini.

E per un’ occasione così bisogna vestirsi bene.

E’ andata così: gli ultimi due anni di elementari mi sono ritrovata improvvisamente in una città nuova, in una classe nuova, con un maestro che proclamava alternativamente che ero la più intelligente della classe e che mi avrebbero rinchiusa in manicomio.

ricordando ….  sei intelligente, sei pazza….intelligente…pazza….

…..Da quel periodo mi sono rimaste due domande:

la prima è chi sono?

la seconda è perché?”

La donna , ormai adulta, mostra al pubblico senza alcun pudore la bambina che è stata, cresciuta nell’ Italia degli anni ’60, figlia di un musulmano, dal quale, contrariamente a quanto possano far pensare le recenti vicende storiche, ha ricevuto un’ educazione basata sulla libertà di pensiero.

E in questo spettacolo ricorrono due temi: quello della libertà di pensiero, vista attraverso gli occhi di una bambina di dieci anni. E quello della diversità  affrontato con ironia e delicatezza femminili.

L’ attrice e il musicista ci conducono man mano lungo lo svolgersi della storia alla ricerca di una risposta alle due domande iniziali, che non hanno riposta perché non hanno senso.

Una storia in cui la protagonista resta sempre la stessa persona - abituata a pensare quello che più le piace e figlia di un musulmano - mentre intorno a lei cambiano le mode, le opinioni, le persone, vengono e passano le vicende storiche - quelle che fanno diventare persecutori i perseguitati e viceversa - e questo la rende di volta in volta persona da evitare, da convertire, da intervistare a seconda di come gira il vento.

 

presenta

La strada di Giufà
Di Giovanni Di Maria e Paola Mandel


Un signore siciliano, per l’esattezza catanese, è ossessionato da un personaggio del quale non sa il nome ma che si insinua nella sua vita a partire dal riemergere improvviso di alcuni ricordi d’infanzia. Il racconto e gli sviluppi di questa ossessione si intrecciano con il suo vissuto e si sviluppano, in contrappunto, con alcuni storie di Nasrudin, affidati a una narratrice e accompagnati da musiche turche e orientali eseguite dal vivo dall’ensemble Sharg Uldusù.

 

Paola Mandel

da "Niente è come sembra" regia di Franco Battiato

DALLA VIDEOGALLERY DEL CARAVANSERRAGLIO : http://www.puntosufi.it